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COMIT SCIENTIF
 

Centro Studi

 Psico Medico

Pedagogico

 della

Mediazione


Eboli
  Via San Berardino, 28/a 
   Tel. e Fax  0828 212638
  skype: cspdm.org
Tel. 3349851675
e-mail: cspdm.segreteria@cspdm.org

Brescia 
  Via Cipro , 96 
    skype: cspdm.brescia.org
Tel.  338 666 9006
Tel.   329 496 9252
e-mail: segreteria.brescia@cspdm.org




 

 
Centro Studi Pedagogia della Mediazione
Comitato Scientifico



I membri del Comitato Scientifico
  • Croce Luigi - Presidente del Comitato Scientifico del CSPDM Onlus. Dipartimento di Pedagogia - Università Cattolica del Sacro Cuore – Brescia
  • Bardascino Vito - Coordinatore del Comitato Scientifico. Presidente Centro Studi Psico Medico Pedagogico della Mediazione -  Eboli.  Mob. 3347919323
  • Bertelli Marco Psichiatra. Direttore Scientifico CREA - Firenze.
  • Cantillo Antonietta - Dirigente Scolastico Ist. Omnicomprensivo Montesano sulla M.
  • Corrivetti Giulio - Direttore del Dip.to di Salute Mentale – ASL Salerno - Pontecagnano
  • Di Cosimo Federica - Dip.to di Pedagogia - Università Cattolica del Sacro Cuore Brescia
  • Guarino Maria Grazia - Referente aera sostegno alla persona USR per la Campania Ufficio XIV - Caserta
  • Iosa Raffaele - Dirigente tecnico USR Emilia Romagna - Ravenna
  • Jo Lebeer - Professore associato Università di Anversa, Facoltà di Medicina - Belgio
  • Melillo Lucia - Dirigente Scolastico Ist. Comp. "D. A. De Caro" - Lancusi di Fisciano
  • Migliorini Elvira - Psicologa - Esperta DSA  ICF - CSPDM Onlus - Eboli;
    Mob 3475752746
  • Monaco Paolo - Insegnante - Napoli;  Ideatore e coordinatore Scuole Aperte
  • Nocera Salvatore - Vice Presidente FISH – Roma
  • Pellegrino Loredana - Neuropsichiatra Infantile – ASL Salerno. Mob 3294956096
  • Piacente Patrizia - Insegnante - Napoli. Gruppo di lavoro Scuole Aperte
  • Piscopo Mauro - Esperto in Politiche sociali - Associazione Italiana SuXfragile - Eboli
  • Thompson R. James - Ph.D Professor Department of Special Education;  Illinois State University - MC 5910; American Association on Intellectual and Developmental Disabilities (AAIDD) - Washington.
  • Uccellini Ettore Direttore Generale Azienda Sociale del Cremonese - Cremona


Seminario di studio
~ 08 Settembre 2012

 
Eboli
 
Centro Studi Psico Medico Pedagogico della Mediazione
 
  


Il «CSPDM Onlus», nell’ambito delle attività di studio e di ricerca 2012, in considerazione dell’approssimarsi del nuovo anno scolastico 2012-2013, ha ritenuto importante riunire il Comitato Scientifico presso la sede del CSPDM Onlus in Via San Berardino, 28/a – Eboli, sabato 8 settembre per un primo seminario di studio:

09:30 – 13:30
  • Apertura seminario Vito Bardascino.
  • Aggiornamento politico amministrativo; a cura di Salvatore Nocera.
  • Presentazione Matrice ecologica a scuola strutturata sull'utilizzo estensivo dell'ICF CY per la definizionedegli Obiettivi di miglioramento della qualità di Vita a Scuola e la Pianificazione Educativa Individualizzata;  a cura di Luigi Croce e Federica Di Cosimo
  • Gruppo di lavoro: Individuazione e definizione di categorie di sostegni per la definizione del fabbisogno; a cura del Comitato Scientifico.
  • La valutazione e la classificazione del fabbisogno di sostegni nella scuola e nei servizi.a cura di Luigi Croce e Federica Di Cosimo.
  •  Discussione
Modera i lavori Elvira Migliorini

13:30   Pausa pranzo

15:00 – 18:30
  • Discussione sui temi affrontati in mattinata.
  • Attività Comitato Scientifico anno 2012 – 2013.
  • Presentazione Gruppo di ricerca.
Chiusura lavori Vito Bardascino
* * *

Alcuni momenti dei lavori

CSPDM_CS_VB_3






a sinistra Vito Bardascino                        apre i lavori del seminario




a destra  Elvira Migliorini            moderatore del seminario



                                                                        * * *

Il Comitato Scientifico in videoconferenza con Jo Lebeer - Belgio

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                                                                     * * *

da sinistra: Salvatore Nocera, Luigi Croce, Federica Di Cosimo

 
* * *

da sinistra: Mauro Piscopo,  Patrizia Piacente, Antonietta Cantillo

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da sinistra: Lucia Melillo, Maria Grazia Guarino, Salvatore Nocera, Luigi Croce, Federica Di Cosimo.


da sinistra: Gaetano Pinto, Loredana Pellegrino, Paolo Monaco, Mauro Piscopo.





Seminario di studio
~ 15 Dicembre 2012

Castelnuovo Cilento ~ IIS Ancel Keys


Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca

Progetto ICF Dal modello dell’OMS alla progettazione per l’inclusione

“Per un futuro possibile IN…... Rete” 

Progettare la Qualità di Vita a Scuola secondo ICF: 

dai principi e pratiche per DF, PDF, PEI e PDP

  alle Linee Guide per l'’ICF.

Sabato 15 dicembre 2012


Istituto d'Istruzione Superiore "Ancel Keys"


Castelnuovo CIlento (Sa)




Il Premio International Award al  dott. Luigi Croce 

L’'American Association on Intellectual and Developmental Disabilities    (Intervista video)

Nel passato questo riconoscimento è stato conferito a nomi illustri del mondo della ricerca e della clinica per le disabilità: Roy McConkey, Peter J. Mittler, Erna Alant, Wil H. Buntinx, Patricia Noonan Wash, Miguel A. Verdugo, Jean Vanier, Bengt Nirje, Germain Weber, Arie Rimmerman.(AAIDD) – l’organizzazione di professionisti, operatori e amministratori americani che opera nel campo della disabilità intellettiva ed evolutiva, consulente del governo USA e di numerosi Stati - ha conferito per il 2011 il prestigioso International Award al bresciano prof. Luigi Croce "per il significativo contributo portato con la propria opera al mondo delle disabilità intellettive ed evolutive”.

La cerimonia di consegna ufficiale del premio si svolgerà all’interno del 135° AAIDD Annual Meeting, organizzato dal 6 al 9 giugno 2011 a Minneapolis (USA).
Luigi Croce si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano nel 1982 e si è successivamente specializzato in Psichiatria presso l’Università Statale di Torino con il professor Luigi Ravizza con un lavoro sperimentale nell’ambito della Riabilitazione Residenziale a sostegno di Persone con gravi patologie psichiatriche.

Dopo un’intensa esperienza presso i Fatebenefratelli a Brescia, dal 2000 ha iniziato il percorso professionale nell’ambito delle Disabilità Intellettive e dello Sviluppo, accogliendo l’incarico di Direttore Medico della FOBAP Onlus, una fondazione a marchio ANFFAS, che costituisce un sistema di servizi a sostegno di circa 300 Persone con Disabilità Intellettiva e dello Sviluppo, in associazione frequente con patologie comportamentali e psichiatriche.

Luigi Croce è anche past President di AIRIM, l’Associazione Italiana per le Disabilità Intellettive ed evolutive e da quest'anno è Presidente del Comitato Scientifico Nazionale di ANFFAS. Inoltre Luigi Croce è professore di Pedagogia Speciale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, lavorando a stretto contatto con il Professor Luigi Pati, con cui ha pubblicato il volume ICF a Scuola
(Editrice La Scuola) 

Luigi Croce è stato premiato per i suoi contributi alla ricerca, e in special modo per aver introdotto e sviluppato in modo originale in Italia il Modello dei Sostegni e della Qualità di Vita nei servizi alle persone con disabilità intellettiva e alle loro famiglie. Una delegazione di alto livello dell’AAIDD nel 2011 è stata ospite di FOBAP Onlus e di ANFFAS, e ha potuto constatare come i principi sulla qualità della vita stiano trovando pratica applicazione in Italia e, in primo luogo, nella nostra città.

 (dal sito di fobap onlus)                             

aaidd



  

 

 



Mozione finale Convegno - Rimini 2011

http://www.youtube.com/watch?v=XrwOIux8-lo


Andare oltre la paura e il disincanto perché

 il futuro è possibile

Gentile ministro Profumo,
ci piace pensare che il suo cognome sia sinonimo del nuovo che chiede il nostro Paese per i propri figli: aria fresca e pulita per la scuola.
Se Lei non fosse stato in questi giorni, doverosamente, al Parlamento per la fiducia al nuovo governo, con umile presunzione siamo certi che avrebbe iniziato con piacere la sua carriera di ministro dell’Istruzione qui a Rimini, assieme a 3.000 tra insegnanti, genitori, studiosi, associazioni, professionisti sociali. Persone che in questi ultimi anni hanno tenuto duro, non si sono rassegnate alla deriva darwinista, hanno continuato a lavorare credendo e facendo una scuola buona per tutti.
Non si confonda se, in apparenza, il tema del nostro convegno — «la qualità dell’integrazione scolastica e sociale» — potrebbe far pensare a una nicchia minoritaria, un po’ romantico-buonista, o peggio ancora specialistica, che si occupa di coloro che per la natura, il destino, il fato potrebbero essere considerati un peso, un caso assistenziale, vuoti a perdere, cui una società egoista e impaurita pensa solo con caratteri compassionevoli.
Non è così: per noi la questione dell’integrazione non è una parte della scuola, è il centro vitale e ineludibile del senso dell’educazione nelle moderne società.
Abbiamo invece avuto il mito perverso di una scuola che, per una maldestra idolatria del merito e per tagli orizzontali ciechi, rischia oggi di essere non solo ingiusta per alcuni, ma disintegrativa di tutti, anche di coloro che si volesse eleggere eccellenti e che in realtà corrono il pericolo di essere aridi burattini di una società di cattivi e solitari lupi.
La questione della scuola e del sistema formativo oggi è l’eccellenza per tutti, è quel cosiddetto «capitale sociale» che si forma non nelle singole teste degli alunni, magari messi in gara uno contro l’altro, ma nell’interazione plurale tra stili, attitudini, desideri, competenze di cui ogni nostro studente è pieno. Pieno e non vuoto. è nella qualità dell’interazione tra differenze (non in una formalistica integrazione come somma di sedie riempite da alunni/studenti) il destino di una scuola che si ponga l’obiettivo delle cittadinanze sociale e individuale di persone libere, creative, responsabili, capaci di dare a sé e al mondo un senso di futuro possibile. 
Noi ogni giorno andiamo oltre, oltre anche la paura che un futuro migliore non sia più possibile, legato ai fantasmi delle crisi, non solo quelle economiche ma anche quelle ben più gravi di natura valoriale. Noi non abbiamo paura del futuro e non siamo neppure tanto disincantati da pensare cinicamente solo al nostro privato. Sappiamo invece che usciremo dalla crisi, da tutte le crisi, se saremo uniti.
Ci occupiamo di integrazione scolastica perché vogliamo cambiare la scuola per tutti e a nome di tutti gli alunni, non solo di quelli con disabilità.
Non ci piace resistere passivamente, né indignarci con narcisistico snobismo, né restare a guardare il mondo dall’alto del nostro ego valoriale soddisfatto.
In questo convegno abbiamo trattato molto anche questioni concrete sul «che fare», riflettendo su processi organizzativi, di sistema, di sviluppo che rendano concreta la qualità. I toni e gli argomenti sono stati dialettici, articolati, vivi anche di sfumature e positivi contrasti. Ma è così che si cresce.
Per la verità, vorremmo dirLe che per superare molti dei problemi dell’integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità non ci vorrebbero affatto nuove leggi, né nuovi decreti, e neppure solo (anche se servono) nuovi e ulteriori fondi. Ci sono già buone leggi, ma non ci sono corrispondenti buoni comportamenti a tutti i livelli del sistema scolastico e sociale: dal governo alle realtà locali, alle scuole, fino alle singole classi. Quando lo scarto tra leggi e comportamenti non adeguati è così aspro, si corre il rischio del ridicolo, e non quello di diventare solitari tormentoni del moralistico dover essere. Noi vogliamo andare oltre anche a questo. Chiediamo a noi in primis, e a tutti gli altri poi, comportamenti veramente adeguati alle leggi. Ci dispiace farLe notare che questa sembra un’ovvietà, ma in questo strano Paese non lo è affatto. Da noi tra il dire e il fare ci sono di mezzo la politica, l’etica, i soldi, le responsabilità spesso confuse, retoriche, false. Noi invece puntiamo a comportamenti centrati sulla responsabilità, individuale e collettiva. 
In questo documento non intendiamo stendere una sorta di cahier de doléance dei punti critici, né sindacalizzare ogni singolo piccolo interesse di una qualche categoria. Le proponiamo invece quattro questioni strutturali, sulle quali siamo pronti a collaborare «oltre la paura e il disincanto».

1. La questione economica
Ci fa molto piacere sentire dal presidente del Consiglio Monti che il governo intende far pagare la crisi a chi finora ha pagato di meno. Anzi, abbiamo imparato da don Luigi Ciotti, nel suo intervento al nostro convegno, che si dovrebbe anche far pagare a chi ha rubato il presente e il futuro di molte parti del nostro Paese.
La scuola, dalla sua parte, ha già dato!
Troppi alunni per classe, insegnanti mal formati, mal pagati, risorse ridotte al lumicino non sono una «riduzione degli sprechi», ma semplicemente spesa differita nel tempo, perché i danni sociali, civili, culturali di una scuola arida si riverberano nel futuro in una società più stupida. Vorremmo che Lei lavorasse con noi a stimare i costi dell’ignoranza, che sono molto alti. Alti come i costi causati dal pericolo di una deriva sociale, dai giovani che rischiano di restare senza un futuro, che non sia quello di seguire le strade perverse proprio di coloro che rubano il futuro al Paese.
Ma sappiamo che la scuola non ha bisogno di finanziamenti a pioggia: noi vogliamo osare proporLe la capacità selettiva e qualitativa di una politica economica che non sia meramente distributiva (come meramente orizzontali sono stati i tagli) ma di sostegno e sviluppo dei punti reali di qualità e di difficoltà.
La scuola è un investimento, che deve essere pensato e gestito come fa il buon contadino che compra buoni semi, usa buon concime, cura con amore la terra perché i frutti siano buoni nell’estate dei nostri figli. Ma per fare questo estirpa anche la gramigna.

2. La scuola come opportunità civile per tutti
Una scuola delle opportunità educative per tutti pensa al futuro e va oltre la paura. Il futuro già presente oggi ci parla di un forte aumento dell’eterogeneità sociale, individuale, economica, esistenziale dei nostri alunni. Non vogliamo correre il rischio di continuare a separare i bambini per categorie ognuna titolare di un cosiddetto «problema» o «disturbo». Tale eterogeneità chiede invece oggi non solo meno alunni/studenti per classe, ma un approccio aperto alle ricerche didattiche e all’organizzazione curricolare: flessibilità, competenza creativa, insegnanti come comunità professionale e non solitari esegeti, «capitale sociale» dove tutti gli alunni/studenti, ognuno con la sua identità, si facciano colleghi, maestri e allievi dei compagni. In questa nuova eterogeneità sociale, figlia della globalizzazione, anche l’integrazione dei nostri alunni/studenti con disabilità prende nuova spinta: non è una nicchia a sé, da trattare con la compassione, e neppure nei tribunali, ma uno dei punti forti delle relazioni che aiuta tutti a crescere. Per questo ci piace provare a fare integrazione con una prospettiva che sappia anche eliminare la G, e consideri interessante l’integrazione — appunto — come interazione tra tutti.
Non abbiamo dunque timori a chiederLe di lavorare per un metodo di valutazione dinamico del nostro sistema scolastico, smettendola di valutare in una specie di gara tra poveri; un metodo capace di aiutare chi fa fatica a trovare la strada migliore, che riconosca le scuole di eccellenza come buone pratiche da socializzare e condividere. Riteniamo anche sia urgente saper riprendere una ricerca pedagogica e didattica oggi desueta, perché soffocata dalla numerologia valutativa che provoca nel nostro Paese non una seria docimologia, ma solo una docimologia dannosa.
In questo scenario aperto, abbiamo molte cose da osare ancora, sapendo che la scuola o sarà capace di armonizzare le eterogeneità senza condizionare nessuno, o sarà solo un tritacarne selettivo, nuovo strumento di darwinismo sociale.

3. Gli insegnanti
Sugli insegnanti, gentile ministro, vorremmo proporre almeno una moratoria sulle tante/troppe chiacchiere circa il loro valore o il loro fare o non fare nulla. Gli insegnanti, come tutti gli esseri umani, hanno bisogno di uno scopo e di un sogno, nel loro caso professionale e civile.
Per questo lavoriamo per una revisione positiva di questo profilo, partendo dalla considerazione che il docente deve interagire con l’alunno/studente in quanto persona e non perché appartenente a determinate categorie. Questa relazione ci obbliga a superare artificiose distinzioni e separazioni tra insegnanti di sostegno e insegnanti curricolari, per una effettiva corresponsabilità e partnership educativa del progetto che è di tutta la classe. Consente invece — e finalmente — di affrontare la classe come comunità e non come semplice somma di individui. Una positiva interazione tra tutti gli insegnanti e tutti gli alunni/studenti permette un fare scuola ponendo il cosiddetto «programma scolastico» nella giusta dimensione di strumento e non di fine. Insomma, è giunta l’ora, dopo un secolo e più di disillusioni, di affermare chiara e forte l’esigenza di rivedere la formazione iniziale degli insegnanti sotto l’aspetto della pedagogia come «scienza primaria della professione docente», cioè come precondizione di ogni didattica generale e disciplinare. La reintroduzione della formazione in servizio obbligatoria diventa, ovviamente, un tassello ineludibile. La formazione obbligatoria per tutti, pur con la dovuta concertazione sindacale, deve avere il coraggio della radicalità diventando un dovere professionale «normale» a cui non si può rinunciare. Da qui ne derivano le giuste forme di incentivazione e di riconoscimento nello sviluppo della carriera professionale, non necessariamente solo economiche.
Noi non temiamo, anzi chiediamo una seria valutazione dei processi formativi, che non può non comprendere anche una onesta e rigorosa valutazione degli insegnanti, non per spirito di punizione e neppure di competizione, ma perché sono attori molto importanti del successo o meno della formazione. 
Una scuola che investe sulla formazione ha il dovere di mettere in campo, strutturalmente, un percorso valutativo sull’efficacia e l’efficienza dei risultati che preveda un coinvolgimento anche delle famiglie come dirette interessate, nella prospettiva di recuperare la partecipazione di tutti in quanto migliora ogni singolo componente della comunità educativa, senza darsi reciprocamente i voti.

4. L’integrazione, l’autonomia e il territorio
E, infine, gentile ministro, richiamiamo la Sua attenzione sul fatto che una buona integrazione scolastica e sociale non la fa il ministero ma il territorio. L’integrazione è un processo a valore orizzontale, in cui scuola, famiglia, servizi sociosanitari, volontariato, enti locali sono attori di qualità se sanno integrarsi e interagire tra di loro. Noi vogliamo andare oltre le pigrizie, le deleghe dall’alto, e puntare, osare, per una massima valorizzazione degli aspetti orizzontali dell’integrazione.
Quindi: Le chiediamo vivamente di restituire l’autonomia alle scuole, quell’autonomia soffocata sul nascere e che per anni è stata mortificata da una gestione centralistica, che ha bloccato la creatività pedagogica, la libertà didattica. Abbia fiducia nelle scuole e nei suoi operatori. 
Abbia fiducia nei loro dirigenti scolastici, troppo spesso in questi anni ridotti a sergenti del ministero, di cui ci piace segnalarLe la necessità di dotarli del più importante carisma oggi chiesto a un buon dirigente scolastico: il carisma pedagogico, non solo quello meramente organizzativo. Quindi anche per loro la formazione permanente è decisiva.
Se mortificate dal centralismo le nostre scuole inaridiscono, se valorizzate nell’autonomia fioriranno. E non abbia paura, in cambio di molta autonomia restituita alle scuole, di attivare un sistema di controllo, monitoraggio e valutazione, che abbia valore di sviluppo, ma che non abbia paura di punire chi sbaglia o non fa.
Altrettanto La preghiamo di valorizzare la crescita di una governance territoriale in cui tutti si sentano vincolati e obbligati dal dovere di collaborare, senza supremazie l’uno sull’altro, ma nella considerazione che ciò che conta davvero sia quel «progetto di vita», che comincia con la nascita, si sviluppa a scuola, e nell’età adulta ha un vero successo se parla di lavoro e di vera cittadinanza sociale per tutti.
Il progetto di vita è di titolarità di ogni persona, in particolare di quella con disabilità, cui va dato protagonismo, partecipazione, autodeterminazione e, da parte di tutti gli operatori, quell’umana simpatia e rispetto tali da non diventare noi, operatori del territorio, la loro vera e principale barriera.
Gentile ministro, La preghiamo di tirar fuori dai cassetti, dove è stata dimenticata, per applicarla con urgenza, la preziosa Intesa Stato/Regioni del 20 marzo 2008 proprio sull’integrazione delle competenze territoriali, la governance locale e la semplificazione della burocrazia certificativa. Come vede, non c’è da inventarsi molto di nuovo. 
Ciò vuol dire anche governance tra ministeri, perché sanità, welfare e istruzione siano partner di un processo di qualità della vita per tutti, restituendo al territorio autonomia e responsabilità.
L’autonomia e la responsabilità chiedono venga ripristinato l’Osservatorio nazionale sull’integrazione scolastica e sociale, meglio ancora se in modo interministeriale.
Le auguriamo buon lavoro, sappiamo che sarà dura. Crediamo però che nessuna difficoltà sarà insormontabile se sarà presente in Lei e in noi una visione generale delle cose, una visione che vada oltre il presente, che sappia osare, desiderare. Progettare il futuro, con il coraggio di andare oltre la paura.
E infine, gentile ministro, Le vorremmo offrire un piccolo ma essenziale promemoria che parte dal nome. Il nome del ministero italiano che si occupa di formazione/educazione/istruzione è sempre ambiguo e cambia con le epoche politiche. Ci piacerebbe proporLe, questa volta, di chiamarlo «Ministero del futuro». A cui aggiungeremmo, per passione civile, «pubblico». Cioè buono, ovviamente, per tutti.
Scarica qui il pdf della Mozione finale

La direzione scientifica, 
i 200 relatori 
e i 3.000 partecipanti 
dell’VIII Convegno Internazionale 
«La Qualità dell’integrazione scolastica e sociale».
Rimini, 20 novembre 2011



Il Premio International Award al  dott. Luigi Croce 

L’'American Association on Intellectual and Developmental Disabilities    (Intervista video)

Nel passato questo riconoscimento è stato conferito a nomi illustri del mondo della ricerca e della clinica per le disabilità: Roy McConkey, Peter J. Mittler, Erna Alant, Wil H. Buntinx, Patricia Noonan Wash, Miguel A. Verdugo, Jean Vanier, Bengt Nirje, Germain Weber, Arie Rimmerman.(AAIDD) – l’organizzazione di professionisti, operatori e amministratori americani che opera nel campo della disabilità intellettiva ed evolutiva, consulente del governo USA e di numerosi Stati - ha conferito per il 2011 il prestigioso International Award al bresciano prof. Luigi Croce "per il significativo contributo portato con la propria opera al mondo delle disabilità intellettive ed evolutive”.

La cerimonia di consegna ufficiale del premio si svolgerà all’interno del 135° AAIDD Annual Meeting, organizzato dal 6 al 9 giugno 2011 a Minneapolis (USA).
Luigi Croce si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano nel 1982 e si è successivamente specializzato in Psichiatria presso l’Università Statale di Torino con il professor Luigi Ravizza con un lavoro sperimentale nell’ambito della Riabilitazione Residenziale a sostegno di Persone con gravi patologie psichiatriche.

Dopo un’intensa esperienza presso i Fatebenefratelli a Brescia, dal 2000 ha iniziato il percorso professionale nell’ambito delle Disabilità Intellettive e dello Sviluppo, accogliendo l’incarico di Direttore Medico della FOBAP Onlus, una fondazione a marchio ANFFAS, che costituisce un sistema di servizi a sostegno di circa 300 Persone con Disabilità Intellettiva e dello Sviluppo, in associazione frequente con patologie comportamentali e psichiatriche.

Luigi Croce è anche past President di AIRIM, l’Associazione Italiana per le Disabilità Intellettive ed evolutive e da quest'anno è Presidente del Comitato Scientifico Nazionale di ANFFAS. Inoltre Luigi Croce è professore di Pedagogia Speciale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, lavorando a stretto contatto con il Professor Luigi Pati, con cui ha pubblicato il volume ICF a Scuola
(Editrice La Scuola) 

Luigi Croce è stato premiato per i suoi contributi alla ricerca, e in special modo per aver introdotto e sviluppato in modo originale in Italia il Modello dei Sostegni e della Qualità di Vita nei servizi alle persone con disabilità intellettiva e alle loro famiglie. Una delegazione di alto livello dell’AAIDD nel 2011 è stata ospite di FOBAP Onlus e di ANFFAS, e ha potuto constatare come i principi sulla qualità della vita stiano trovando pratica applicazione in Italia e, in primo luogo, nella nostra città.

 (dal sito di fobap onlus)                             

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